UN PO’ DI STORIA. Gli anni a partire dal 1888 furono quelli delle grandi sollevazioni contadine e operaie in Sicilia. Anche Milazzo non fu immune dalle agitazioni che, iniziate a Messina, contagiarono l’intera provincia. Riguardarono le categorie dei bottai, cocchieri, conciapelli, falegnami. Contestazioni e scioperi culminarono nella costituzione del primo fascio operaio avvenuta a Messina nell’Ottobre del 1888. Il principale esponente del movimento era Nicola Petrina. In breve tempo le adesioni riguardarono altre categorie di lavoratori: pastai, camerieri, muratori, stagnini, fornai, barbieri, poi si unirono scaricanti il grano e il carbone. Il Petrina venne successivamente arrestato e condannato; nel 1891 scontò parte della condanna anche nel carcere di Milazzo. Tornato in libertà nel Maggio del 1892 Petrina fu più volte a Milazzo dove ebbe modo di conoscere e incontrare il giovane Agesilao Bruno appartenente ad una famiglia numerosa e benestante (avevano casa in Piano del Carmine) nella quale si professavano idee di libertà ed eguaglianza.
Il 9 Ottobre 1892 una imponente delegazione dei lavoratori di Messina, circa 1200, con la banda sfilò per Milazzo e Barcellona. Petrina aveva creato le condizioni per la nascita del fascio dei lavoratori di Milazzo la cui prima sezione venne inaugurata dallo stesso il 13 Novembre 1892. La prima sezione del fascio dei lavoratori di Milazzo aveva 120 iscritti con a capo il giovane Agesilao Bruno non ancora trentenne; la sezione venne denominata “La Camicia Rossa”. Il successivo 18 Dicembre 1892 a San Pietro venne fondato un secondo fascio dei lavoratori con 100 iscritti e vi fu posto come Presidente Giovanni Bruno, fratello di Agesilao. La Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 10 Giugno 1893 così riferisce su Milazzo: “La sera del 2 corrente, per iniziativa di questa sezione del fascio dei lavoratori ebbe luogo un pellegrinaggio alla lapide commemorativa di Garibaldi… delegato di Polizia era il sig. Mazza”.
Un terzo fascio dei lavoratori venne fondato a Santa Marina il 2 Luglio del 1893 con 200 soci con a capo Francesco Paolo Sottile. Milazzo nel volgere di alcuni mesi vantava 3 sezioni con oltre 400 aderenti, una crescita sorprendente e certamente imprevista. Agesilao Bruno era diventato il pericolo numero uno per la borghesia, per i grandi proprietari terrieri della Piana di Milazzo, per i padroni delle industrie molitorie, dei pastifici, delle distillerie che si andavano espandendo. Sulle ali dell’entusiasmo Agesilao Bruno venne eletto consigliere comunale nelle elezioni tenutesi nel Luglio 1893. Adesso contadini, mezzadri, coloni, bottai, vetturini, cocchieri, stivatori, caricatori e scaricatori del porto avevano una voce anche nel consiglio comunale. Agesilao poco più che trentenne (era nato il 22 Febbraio del 1863) si dimostrò un capace organizzatore; teneva riunioni, assemblee, organizzava proteste, elaborava richieste per aumenti salariali, si batteva per migliorare le condizioni di lavoro degli associati; insomma agitava il sonno delle classi agiate e padronali che sino a quel momento erano state le uniche rappresentate nel consiglio comunale. Il delegato di Polizia di Milazzo Sig. Mazza lo teneva d’occhio anche a seguito delle sollecitazioni che riceveva sul “pericoloso sovvertitore dell’ordine sociale”.
Sul finire del 1893 le proteste dilagarono in tutta l’isola con assalti a municipi, preture, casini e circoli dei nobili. A Calatafimi i dimostranti assaltarono i posti del dazio di consumo, a Marineo la truppa attaccata fece fuoco provocando 30 morti e 12 feriti. Disordini si verificarono a Ragusa, a Naro, Palma di Montechiaro, Leonforte, Salemi; a Gibellina venne assaltato il municipio e negli scontri rimase ucciso il Pretore del mandamento. Petrina fu arrestato a Palermo insieme con Garibaldi Bosco. Vi furono 85 morti in meno di venti giorni. I giornali scrivevano che in Sicilia era scoppiata la rivoluzione. Crispi che l’8 Dicembre 1893 aveva avuto l’incarico di formare il nuovo governo dopo le dimissioni di Giolitti inviò in Sicilia il Generale Morra e il 3 Gennaio del 1894 firmò lo stato d’assedio per tutta la Sicilia.
A Milazzo non accadde nessun fatto eclatante ma evidentemente il Bruno veniva ritenuto elemento “in grado di turbare l’ordine pubblico assumendo la veste di nemico della patria”. Secondo il resoconto della seduta della Camera dei Deputati del 14 Maggio 1894, interpellante l’On.le Imbriani, Agesilao Bruno venne arrestato (il 22 Gennaio 1894) in Consiglio Comunale, incatenato e deportato alle isole Tremiti, una tra le colonie penali più distanti.
La Gazzetta di Messina diede la notizia, seppure in maniera scarna (a causa della censura), nella edizione del 23 Gennaio 1894. Lo stesso 22 venne arrestato a Messina anche il giovane studente universitario Francesco Lo Sardo. La stessa Gazzetta di Messina nell’edizione del 18 Gennaio 1894 aveva già dato notizia dello “scioglimento dei fasci dei lavoratori delle tre sezioni di Milazzo, San Pietro e Santa Marina… mentre continuano su larga scala gli arresti per ordine pubblico. Ogni notte la P.S. ne fa una considerevole retata”. Il domicilio coatto era la naturale destinazione per “gli ammoniti secondo la legge di p.s. e per la gente ritenuta di mala fama”.
Il giornale l’ Avvenire di Milazzo del 12-13 Luglio 1919 riporta la notizia dell’avvenuta costituzione in Milazzo della Camera del Lavoro e che “a capo di essa è stato preposto il sig. Agesilao Bruno”.
A Messina e provincia gli arrestati furono 135, in tutta l’isola si raggiunse in quei mesi il numero di 1962. Arrivarono in Sicilia 45.000 soldati messi a disposizione del generale Morra. I vapori “Mediterraneo, Faro, Adriatico e Tirso” giunsero a Messina il 17 Gennaio 1894 con migliaia di soldati; molti di questi furono destinati a Milazzo dove “… non pertanto la calma regna sovrana…” (Gazz.Me e Cal.). L’amnistia intervenne nel Marzo del 1895 e Agesilao Bruno venne scagionato da ogni accusa riacquistando i diritti civili. Si prese anche una rivincita sullo stesso Crispi poiché fu tra coloro (Sindaco, Cav. Giuseppe De Col, il Barone Ryolo, Cav. Paolo Lucifero) che tennero un discorso nelle cerimonie del 20 Luglio 1897 in occasione dello scoprimento del bronzo commemorativo per Giuseppe Garibaldi presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Proseguì ancora per molti anni nell’impegno politico nelle fila del Partito Socialista che lo indicò come candidato nel collegio di Milazzo nelle elezioni politiche del 1897 e del 1919. Ma erano tempi in cui le sorti del collegio erano saldamente in mano a Luigi Fulci e poi a Giuseppe Paratore (dal 1909). Il giornale l’ Avvenire di Milazzo del 12-13 Luglio 1919 riporta la notizia dell’avvenuta costituzione in Milazzo della Camera del Lavoro e che “a capo di essa è stato preposto il sig. Agesilao Bruno”. Forse la sua fondazione fu il coronamento di una vita di impegno e di battaglie politiche. Si spense nel 1929 all’età di 66 anni nella sua casa di Piazza San Papino.
Pino Privitera